Videosorveglianza sul lavoro: il Garante sanziona l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica
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Ottobre 1, 2026La geolocalizzazione dipendenti torna al centro dell’attenzione del Garante Privacy. L’Autorità ha sanzionato per 39mila euro La Patria S.p.A. di Bologna.
La società opera nella vigilanza e nella sicurezza tecnologica. Il provvedimento è il n. 585 del 6 agosto 2026, pubblicato nella newsletter del 30 settembre.
Il caso: accesso negato ai dati GPS
Tutto nasce dal reclamo di un ex lavoratore. L’azienda lo aveva licenziato dopo una contestazione disciplinare.
Per difendersi, il dipendente aveva chiesto di vedere i dati raccolti dal GPS installato sull’auto aziendale. Voleva anche ottenerne una copia.
Tuttavia, la società non aveva fornito un riscontro adeguato alla richiesta. Il Garante ha quindi ritenuto illecita la condotta.
Il diritto di accesso va sempre gestito
Il Garante ha ribadito un principio chiave del GDPR. Il titolare deve rispondere anche quando ritiene di non poter accogliere la richiesta.
In quel caso deve comunicare i motivi del diniego. Deve inoltre informare l’interessato del diritto di ricorrere al giudice o di presentare reclamo al Garante.
Nel caso di La Patria, nulla di questo era avvenuto. Di conseguenza, l’azienda ha violato le regole sull’esercizio dei diritti.
Geolocalizzazione dipendenti senza informativa
L’Autorità ha accertato una seconda violazione. La società non aveva fornito l’informativa sul trattamento dei dati raccolti tramite GPS.
Eppure i dati di localizzazione sono dati personali a tutti gli effetti. Inoltre, l’accordo sindacale firmato ai sensi dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori richiamava proprio l’obbligo di informativa.
C’era anche un terzo problema. I documenti informativi descrivevano trattamenti di dati particolari che la società in realtà non effettuava.
Quindi le informative erano sia incomplete sia inesatte. Un’informativa scorretta non tutela i lavoratori e non protegge l’azienda.
Le misure correttive e l’entità della sanzione
Nel fissare l’importo, il Garante ha valutato il comportamento successivo della società. Durante l’istruttoria, La Patria ha adottato misure correttive.
In particolare, ha fornito ai dipendenti un’informativa idonea sui dati di geolocalizzazione. Ha inoltre eliminato i riferimenti ai dati particolari non trattati.
Pertanto, la collaborazione ha inciso sulla sanzione finale. Tuttavia, non ha evitato l’accertamento dell’illecito.
Geolocalizzazione dipendenti e controllo a distanza
Il GPS sui veicoli aziendali rientra tra gli strumenti da cui può derivare un controllo a distanza. Per questo l’articolo 4 dello Statuto richiede garanzie specifiche.
Tuttavia, l’accordo sindacale da solo non basta. Il GDPR impone obblighi autonomi di trasparenza, minimizzazione e limitazione della conservazione.
Le aziende dovrebbero quindi chiedersi quali dati raccolgono davvero. Servono posizioni continue o bastano dati aggregati sui percorsi?
Inoltre, è opportuno definire chi può accedere ai dati e per quali finalità. L’uso disciplinare dei dati va previsto e comunicato in modo trasparente.
Infine, una valutazione d’impatto aiuta a bilanciare esigenze operative e diritti dei lavoratori. È uno strumento utile anche per dimostrare l’accountability.
In questo modo, l’azienda può usare la tecnologia senza esporsi a reclami e sanzioni. E i lavoratori sanno con chiarezza cosa aspettarsi.
Cosa devono fare le aziende con flotte e GPS
Il caso offre indicazioni pratiche a tutte le imprese con veicoli aziendali. Ecco i punti da verificare.
Serve un accordo sindacale o un’autorizzazione dell’Ispettorato, come prevede l’articolo 4 dello Statuto. Serve poi un’informativa specifica e chiara sul GPS.
Le informative devono descrivere solo i trattamenti realmente svolti. Infine, occorre una procedura interna per gestire le richieste di accesso nei tempi previsti.
Anche le richieste degli ex dipendenti vanno gestite con attenzione. Spesso arrivano in un contesto conflittuale e diventano oggetto di reclamo.
GetSolution supporta le aziende nella gestione conforme della geolocalizzazione dipendenti: dalle informative alla procedura per l’esercizio dei diritti, fino al coordinamento con le regole dello Statuto dei Lavoratori. Contattaci per una consulenza dedicata.
