Privacy e recupero crediti: online il vademecum aggiornato del Garante

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Ottobre 1, 2026
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Privacy e recupero crediti: il Garante ha pubblicato la nuova edizione del suo vademecum. Si tratta di una guida pratica per chi recupera somme dovute.

Il documento si rivolge a società di recupero crediti, banche, finanziarie, compagnie telefoniche ed energetiche. L’obiettivo è prevenire trattamenti illeciti o lesivi della dignità delle persone.

Un equilibrio tra creditore e debitore

Il vademecum richiama un principio del GDPR. Il creditore ha un legittimo interesse a recuperare le somme. Tuttavia, la riservatezza del debitore va tutelata.

Il trattamento dei dati per il recupero crediti è lecito anche senza consenso. La base giuridica è infatti il legittimo interesse del titolare.

Il Garante chiarisce anche i limiti della propria competenza. Non decide sulle controversie relative all’esistenza o all’importo del credito.

Per queste, i cittadini devono rivolgersi alle autorità competenti. Ad esempio, il giudice ordinario, l’Antitrust o Arera.

Le prassi vietate nel recupero crediti

Gli accertamenti del Garante mostrano che i comportamenti invasivi persistono. Pertanto, il vademecum elenca con chiarezza ciò che non si può fare.

È vietato esercitare pressioni indebite. È vietato anche comunicare a terzi il mancato pagamento.

Sono illecite le visite a casa o al lavoro che rivelino la situazione del debitore. Lo stesso vale per le telefonate preregistrate senza operatore, che altri possono ascoltare.

Inoltre, non si possono affiggere avvisi di mora sulla porta o nell’androne condominiale. Né si può spedire posta con scritte esterne come “recupero crediti”.

Cosa è consentito e quali dati si possono trattare

È invece lecito cercare il debitore, anche sul posto di lavoro. Ma senza alcun riferimento al debito.

Le comunicazioni postali devono viaggiare in buste chiuse. Non devono riportare scritte legate al recupero del credito.

Gli incaricati possono trattare dati anagrafici, codice fiscale, importo del credito e recapiti forniti nel contratto. Possono usare anche dati da database pubblici, registri o fonti terze autorizzate.

Un tema ricorrente nei provvedimenti del Garante

Il recupero crediti è da tempo un ambito sensibile per l’Autorità. Nel 2026 il Garante ha già sanzionato diverse società del settore.

Ad esempio, a marzo ha ritenuto illecita la comunicazione del debito ai familiari del debitore. A luglio ha sanzionato due società per 50mila e 30mila euro.

Pertanto, il nuovo vademecum arriva in un contesto di controlli frequenti. Le indicazioni non sono teoriche: riflettono violazioni realmente accertate.

Le aziende che affidano il recupero all’esterno restano titolari del trattamento. Quindi rispondono anche degli errori commessi dalle agenzie incaricate.

Un contratto ex articolo 28 del GDPR ben scritto è il primo passo. Deve però essere accompagnato da controlli periodici e documentati.

Infine, la formazione degli operatori telefonici fa la differenza. Basta una frase sbagliata con un familiare per generare un reclamo.

Di conseguenza, il vademecum diventa uno strumento utile anche per gli audit interni. Ogni prassi descritta può trasformarsi in un punto di controllo.

Le aziende possono così verificare script, lettere e procedure in modo sistematico. E correggere le criticità prima di un reclamo.

Accountability: i controlli sulle agenzie esterne

Il vademecum insiste sulla responsabilità dei creditori. Devono controllare periodicamente l’operato delle agenzie esterne a cui affidano il recupero.

Di conseguenza, non basta firmare un contratto e delegare. Servono verifiche concrete, audit e istruzioni chiare ai responsabili del trattamento.

Infine, i creditori devono fornire al debitore un’informativa chiara e dettagliata. È il primo presidio di trasparenza dell’intero processo.

Per le aziende, è il momento di rivedere script telefonici, modelli di lettera e contratti con le agenzie. Spesso i rischi si nascondono nei dettagli operativi.

GetSolution supporta banche, utility e società di servizi nell’allineare i processi di privacy e recupero crediti alle indicazioni del Garante, anche attraverso audit sui fornitori esterni. Contattaci per una consulenza dedicata.

 

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