Le proposte della Commissione europea che rischiano di indebolire il GDPR
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Gennaio 2, 2026Il rispetto degli obblighi di trasparenza e informazione previsti dal GDPR sarà al centro della prossima azione coordinata del 𝐂𝐨𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐭𝐞𝐝 𝐄𝐧𝐟𝐨𝐫𝐜𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭 𝐅𝐫𝐚𝐦𝐞𝐰𝐨𝐫𝐤 (𝐂𝐄𝐅). L’azione è in programma per il 2026 e promossa dal Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB). A questa nuova fase prenderà parte anche il Garante per la protezione dei dati personali italiano. In particolare, il Garante contribuirà all’approfondimento del tema. Inoltre parteciperà alla definizione di eventuali azioni comuni a livello nazionale ed europeo.
Secondo il GDPR, gli interessati devono essere chiaramente informati quando i loro dati personali vengono trattati, come stabilito dagli articoli 12, 13 e 14. Questo diritto all’informazione rappresenta un pilastro del principio di trasparenza, che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sui propri dati e di far valere i propri diritti.
La trasparenza non è dunque un mero adempimento formale, ma un elemento sostanziale che rafforza la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e delle imprese che gestiscono informazioni personali.
Il CEF, introdotto dall’EDPB, ha l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra le Autorità di protezione dati europee e garantire un’applicazione più coerente del GDPR nei diversi Stati membri. Ogni anno viene scelto un tema specifico su cui concentrare l’azione coordinata: le attività si svolgono a livello nazionale, ma i risultati vengono poi aggregati e analizzati per ottenere una visione più completa e individuare eventuali interventi mirati sia a livello europeo che locale.
La nuova azione del 2026, dedicata agli 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚, vedrà la partecipazione delle Autorità nazionali, che nei prossimi mesi avvieranno le attività di indagine e monitoraggio. L’obiettivo è quello di verificare come le organizzazioni informino gli interessati sul trattamento dei dati, se le informazioni siano facilmente accessibili, comprensibili e complete, e se rispettino gli standard previsti dal GDPR. L’analisi congiunta consentirà di individuare buone pratiche e di rafforzare la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini europei.
La partecipazione del Garante italiano rappresenta un passo importante per assicurare che anche nel nostro Paese venga garantita una piena conformità agli obblighi di trasparenza. In un contesto in cui la gestione dei dati personali è sempre più centrale per l’economia digitale e per i servizi pubblici, l’impegno coordinato delle Autorità europee costituisce una garanzia essenziale per la protezione dei diritti e delle libertà individuali.
