Lavoro tramite piattaforme digitali: più tutele per i rider secondo il Garante

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Privacy e recupero crediti: online il vademecum aggiornato del Garante

Ottobre 1, 2026
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Il lavoro tramite piattaforme digitali avrà nuove regole in Italia. Il Garante Privacy ha espresso parere favorevole, con rilievi, sullo schema di decreto legislativo.

Il decreto recepisce la direttiva europea 2024/2831. Il parere è il n. 624 del 17 settembre 2026 e dedica particolare attenzione ai rider.

Un decreto coerente, ma da migliorare

Nel complesso, l’Autorità giudica lo schema coerente con la direttiva e con la legge delega. Tuttavia, chiede alcune modifiche e propone diversi correttivi.

L’obiettivo è duplice. Da un lato, rafforzare le tutele dei lavoratori. Dall’altro, rendere più trasparente l’uso dell’intelligenza artificiale e dei sistemi automatizzati.

Il nodo delle competenze tra Garante e Ispettorato

Il Garante chiede di coordinare il decreto con il GDPR. Inoltre, sollecita una ripartizione chiara delle competenze con l’Ispettorato nazionale del lavoro.

Il rischio è concreto. Alcune violazioni previste dal decreto si sovrappongono a obblighi già presenti nel GDPR.

Pensiamo alla valutazione d’impatto, alla trasparenza degli algoritmi, alla supervisione umana e alle misure di sicurezza. Sono tutti temi già presidiati dal Garante.

Di conseguenza, la stessa condotta potrebbe essere sanzionata due volte. Il Garante parla espressamente di doppio binario sanzionatorio.

Le soluzioni proposte per il lavoro tramite piattaforme digitali

Per evitare duplicazioni, l’Autorità propone due strade. La prima è una clausola di assorbimento basata su specialità e proporzionalità.

La seconda è una clausola che coordini i procedimenti sanzionatori tra Ispettorato e Garante. In entrambi i casi, si eviterebbe di punire due volte lo stesso fatto.

Il Garante interviene anche sulla condivisione delle informazioni con le autorità pubbliche. Chiede una disciplina più puntuale.

In particolare, vanno definiti con precisione le finalità dell’accesso e le categorie di dati utilizzabili. Vanno chiariti anche i ruoli delle amministrazioni e i limiti al riutilizzo.

Il contesto: direttiva europea, GDPR e AI Act

La direttiva 2024/2831 nasce per migliorare le condizioni di chi lavora tramite piattaforme. Interviene sulla classificazione del rapporto e sulla gestione algoritmica.

Inoltre, si intreccia con altre norme europee. Il GDPR regola già le decisioni automatizzate e la trasparenza verso gli interessati.

L’AI Act, a sua volta, considera ad alto rischio molti sistemi usati nella gestione dei lavoratori. Di conseguenza, le piattaforme affrontano più livelli di obblighi.

Il parere del Garante va letto proprio in questa chiave. Chiede regole chiare per evitare sovrapposizioni e incertezze applicative.

Per le imprese, un approccio integrato è la scelta più efficiente. Una sola mappatura dei sistemi può servire GDPR, AI Act e nuova normativa sul lavoro.

Così si riducono costi, duplicazioni e rischi di errore. E si costruisce una governance dell’IA solida e verificabile.

Il recepimento della direttiva è quindi un’occasione per mettere ordine. Chi si prepara oggi affronterà i controlli di domani con maggiore serenità e meno costi.

Inoltre, regole chiare rafforzano la fiducia dei lavoratori verso la piattaforma. E la fiducia è un vantaggio competitivo concreto.

Cosa significa per le piattaforme e per le aziende

Le piattaforme digitali dovranno prepararsi a obblighi più stringenti. La gestione algoritmica dei lavoratori sarà sotto la lente di più autorità.

Pertanto, conviene muoversi in anticipo. La valutazione d’impatto sui sistemi di assegnazione e valutazione dei lavoratori diventa centrale.

Serve inoltre documentare la logica degli algoritmi in modo comprensibile. Anche la supervisione umana sulle decisioni automatizzate deve essere reale e tracciabile.

Infine, le misure di sicurezza devono proteggere i dati di localizzazione e di performance. Sono informazioni delicate, che rivelano molto della vita dei lavoratori.

Il tema riguarda non solo il food delivery. Molti modelli di business usano piattaforme per organizzare il lavoro, anche in settori tradizionali.

GetSolution aiuta le organizzazioni che operano nel lavoro tramite piattaforme digitali a valutare i propri sistemi algoritmici, redigere le valutazioni d’impatto e integrare GDPR e nuove regole europee. Contattaci per una consulenza dedicata.

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