Anonimizzazione dei dati sanitari: il Garante sanziona IQVIA per 7 milioni di euro

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L’anonimizzazione dei dati sanitari torna al centro dell’attenzione del Garante Privacy. Con il provvedimento n. 710 del 23 settembre 2026, l’Autorità ha sanzionato IQVIA Solutions Italy per 7 milioni di euro.

La società fa parte di una multinazionale attiva nell’analisi dei dati sanitari e nella ricerca clinica. Aveva costruito una banca dati con informazioni su circa un milione di pazienti di 800 medici di famiglia.

Il caso: una banca dati usata per studi commissionati

I dati alimentavano studi commissionati anche da aziende farmaceutiche. Il Garante ha svolto ispezioni nell’aprile 2025. Successivamente, ha riunito il procedimento con una notifica di data breach presentata dalla stessa società.

IQVIA sosteneva di trattare dati anonimi. Tuttavia, l’istruttoria ha dimostrato il contrario.

Il punto è decisivo. Il GDPR non si applica ai dati davvero anonimi. Si applica invece ai dati pseudonimizzati, cioè a quelli che si possono ricondurre a una persona con informazioni aggiuntive.

Perché i dati non erano anonimi

Un codice persistente consentiva di seguire ogni paziente nel tempo. A questo si aggiungevano informazioni molto dettagliate: anno di nascita, sesso, diagnosi, sintomi, prescrizioni, esami, vaccinazioni e dati di localizzazione.

Combinando questi elementi, era possibile isolare i singoli individui. Di conseguenza, con mezzi ragionevoli, si poteva arrivare alla loro reidentificazione. Pertanto i dati restavano dati personali, pienamente soggetti al GDPR.

Il Garante richiama così un principio ribadito anche dai Garanti europei nelle recenti linee guida sull’anonimizzazione. La valutazione deve considerare tutti i mezzi che un soggetto potrebbe ragionevolmente usare per identificare una persona.

In concreto, contano il contesto, i dati disponibili all’esterno e le tecnologie esistenti. Quindi un dataset anonimo oggi potrebbe non esserlo domani.

La banca dati conteneva anche dati identificativi di oltre 3.300 pazienti: nomi, codici fiscali, indirizzi e recapiti. Per più di 3.000 di loro erano associati anche dati sanitari.

Le violazioni contestate

Il Garante ha qualificato IQVIA come titolare del trattamento fin dalla raccolta dei dati negli studi medici. Su questa base ha contestato numerose violazioni:

• trattamento di dati sanitari senza una valida base giuridica;

• informativa inadeguata ai pazienti;

• assenza di tempi di conservazione definiti, con dati risalenti al 2001;

• mancata valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA);

• misure di sicurezza inadeguate.

Nel quantificare la sanzione, l’Autorità ha considerato il numero di pazienti e la delicatezza dei dati. Inoltre, ha valutato lo stop alla trasmissione dei dati da parte dei medici dal 2023 e la collaborazione della società.

Le prescrizioni del Garante

IQVIA ha 120 giorni per conformare il trattamento alle prescrizioni del Garante, se vuole proseguirlo. In alternativa, saranno i medici stessi a dover anonimizzare i dati con le garanzie indicate dall’Autorità.

Anonimizzazione dei dati sanitari: le lezioni per le organizzazioni

Il caso offre un insegnamento chiaro. Rimuovere nomi e codici fiscali non basta a rendere anonimo un dataset. Bisogna valutare il rischio di reidentificazione, considerando identificativi persistenti e combinazioni di attributi.

Quindi chi riutilizza dati sanitari per ricerca o analisi deve verificare la reale natura dei dati. Serve inoltre una DPIA, una base giuridica solida e tempi di conservazione definiti. Infine, i ruoli privacy vanno chiariti fin dalla raccolta.

Il tema riguarda strutture sanitarie, enti di ricerca, aziende farmaceutiche e fornitori tecnologici. Di conseguenza, conviene rivedere ora i progetti di riuso dei dati, prima di un’ispezione.

Un approccio efficace parte da un inventario dei flussi di dati e dei soggetti coinvolti. Poi prosegue con test di reidentificazione e tecniche come aggregazione, generalizzazione e rimozione degli identificativi persistenti. Infine, va documentato tutto, per dimostrare la conformità in caso di controllo.

GetSolution supporta strutture sanitarie, enti di ricerca e imprese del settore nella valutazione dei rischi e nei progetti di anonimizzazione dei dati sanitari. Per un confronto sul tuo caso, contattaci.

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